Vite parallele. Vol. IV

Vite parallele. Vol. IV

Plutarch

Language: Italian

Pages: 2289

ISBN: 2:00367623

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub


Autore greco tra i più fecondi, Plutarco visse nell'Ellade dominata dai Romani. A segnare la sua lunga esistenza, finita a quasi 80 anni, è stata la consapevolezza di dover unire sotto un unico cielo due mondi distanti come quello greco e quello latino. Per questo nelle sue Vite Parallele, accosta la biografia di un noto uomo greco a quella di uno latino altrettanto celebre, simili per carattere o destino. Nel IV volume si narra di Filopemene e Tito Quinzio Flaminino, Pelopida e Marcello, Alessandro e Cesare. Notevoli l'apparato di note storiche e critiche e l'aggiornato repertorio bibliografico disponibili nella prima edizione ebook completa di testo originale fruibile in forma ipertestuale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il pranzo, Cleopatra prese una tavoletta che aveva scritta e sigillata e la mandò a Cesare, poi fece uscire tutti, tranne le due donne di cui ho già parlato, e chiuse la porta. [5] Quando Cesare ebbe aperto la tavoletta e letto le suppliche e i lamenti con cui ella lo pregava di seppellirla insieme ad Antonio, comprese sùbito ciò che era accaduto. Dapprima pensò di recarsi egli stesso in suo aiuto, poi mandò in fretta altri a vedere. Ma il dramma era stato rapido. [6] Quando, infatti, giunsero di

ἐξωθοῦντες ἀλλήλους ϰαὶ διαμαχόμενοι περὶ τῶν χρημάτων, ἡγεμόνες δὲ ϰαὶ λοχαγοὶ τὰς γυναῖϰας ϰαὶ τὰς θυγατέρας τῶν Πελληνέων περιιόντες ἥρπαζον, ϰαὶ τὰ ϰράνη τὰ αὑτῶν ἀϕαιροῦντες ἐϰείναις περιετίθεσαν τοῦ μηδένα λαβεῖν ἄλλον, ἀλλὰ τῷ ϰράνει δῆλον εἶναι τòν δεσπότην ἑϰάστης. [5] Οὕτω δὲ διαϰειμένοις αὐτοῖς ϰαὶ ταῦτα πράττουσιν ἐξαίϕνης ὁ Ἅρατος ἐπιπεσών προσηγγέλθη, ϰαὶ γενομένης ἐϰπλήξεως, οἵαν είϰòς ἐν ἀταξίᾳ τοιαύτῃ, πρὶν ἢ πάντας πυθέσθαι τòν ϰίνδυνον, οἱ πρῶτοι περὶ τὰς πύλας τοῖς Ἀχαυοῖς ϰαὶ

ϰαὶ ϰεχλευάσθαι νομίζων ὑπò τοῦ πατρός. [6] Αἰσθόμενος δ’ αὐτòν οὕτως ἔχοντα Τιρίβαζος ἔτι μᾶλλον ἐξετράχυνεν, ἐν τοῖς ἐϰείνου συνιδὼν τὰ ϰαθ’ αὐτòν. [7] ῏Hν δὲ τοιαῦτα. Πλειόνων οὐσῶν βασιλεῖ θυγατέρων, ὡμολόγησε Φαρναβάζω μὲν Ἀπάμαν δώσειν γυναῖϰα, Ῥοδογούνην δ’ Ὀρόντῃ129, Τιριβάζῳ δ’ ῎Αμηστριν. [8] Kαὶ τοῖς μὲν ἄλλοις ἔδωϰε, Τιρίβαζον δ’ ἐψεύσατο, γήμας αὐτòς τὴν ῎Αμηστριν130, ἀντ’ ἐϰείνης δὲ τῷ Τιριβάζῳ τὴν νεωτάτην ῎Aτοσσαν ἐνεγύησεν. [9] Ἐπεὶ δὲ ϰαὶ ταύτην ἐρασθεὶς ἔγημεν ὡς εἴρηται131,

carica, avrebbe abbattuto Gaio, la cui potenza, in qualche modo, già veniva meno: il popolo era infatti sazio di simili provvedimenti in quanto molti erano i demagoghi che cercavano d᾽ingraziarselo e il Senato vi accondiscen-deva volentieri. [ 33(12), 1] Al suo ritorno, Gaio dapprima trasferì la propria dimora dal Palatino al quartiere sotto il Foro, ritenendolo più popolare perché vi abitavano per lo più persone modeste e povere. [2] Poi propose le leggi rimanenti per farle votare; poiché la

Tectòsagi25, Copillo; in qualità di tribuno militare indusse un popolo grande e numeroso, i Marsi26, a diventare amico e alleato dei Romani. [3] Ma si accorse che, in seguito a questi successi, Mario era irritato nei suoi confronti e non gli concedeva più volentieri occasioni per agire, anzi, si opponeva all᾿avanzamento della sua carriera. Si mise allora al seguito del collega di Mario, Càtulo27, una brava persona, ma troppo privo di energia per affrontare situazioni rischiose. [4] Costui gli

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